Soprintendenza per i Beni Archeologici

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LA STORIA DELLA SOPRINTENDENZA



Ernesto SchiaparelliLa Soprintendenza nasce nel 1904, con Regio Decreto n. 431, come Sovrintendenza sugli scavi, sui musei e sugli oggetti d'antichità, con giurisdizione su Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria (queste ultime diverranno uffici autonomi nel 1948). Operativa nel 1907, con legge n. 386, con la diversa denominazione di Soprintendenza sugli scavi e i musei di Torino, mantiene lo stesso territorio di competenza, esteso per un breve periodo (1923-1927), anche alla Lombardia.

Questi uffici periferici operavano nell’ambito del Ministero della Pubblica Istruzione, cui allora spettava la tutela del patrimonio culturale, in sostituzione degli Uffici Regionali per la Conservazione, a seguito della nascita della prima normativa di tutela dello Stato Unitario (legge 185 del 1902).

Dal 1939, ancora con appartenenza al Ministero dell'Educazione Nazionale e alla Direzione generale delle Antichità e Belle Arti, assume il nome di Regia Soprintendenza alle Antichità di Torino.

Dal 1974 è organo periferico del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali (decreto legge n. 657, convertito in legge n. 5 del 1975), istituito per iniziativa del senatore Giovanni Spadolini.

L'ultima denominazione, a seguito della riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo (DPCM 171/2014) è stata Soprintendenza Archeologia del Piemonte.

Il primo Soprintendente fu Ernesto Schiaparelli (1907-1927), già direttore del Museo di Antichità dal 1894, seguito da Piero Barocelli (1928-1933), Gioacchino Mancini (1933-1936), Carlo Aru (1936, reggente), Giorgio Rosi (1936-1939), Carlo Carducci (1939-1973), Silvana Finocchi (1973, reggente), Paola Pelagatti (1974-1975), Clelia Laviosa (1975-1979), Liliana Mercando (1979-1999), Giulia Molli Boffa (2000-2001, reggente), Luisa Brecciaroli (2001-2003, reggente), Marina Sapelli Ragni (2004-2008), Giovanna Maria Bacci (2008-2009), Egle Micheletto (2009-2016).

La sede è da sempre a Torino, a Palazzo Carignano fino al secondo dopoguerra, quando gli uffici furono trasferiti, presso Palazzo Chiablese in Piazza San Giovanni 2, ubicazione attiva fino al momento della soppressione avvenuta con DM 44/2016. 

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