Soprintendenza per i Beni Archeologici

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Musei e Aree Archeologiche

MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO MERGOZZO

Pugnale in selce da Mergozzo - loc. Pravillano (Cultura di Remedello, 3500-2200 a.C.)

Il museo è articolato in due sezioni, una dedicata alla tradizione della lavorazione della pietra, una a carattere archeologico.

Al primo piano la sezione “della pietra” ospita strumenti ed attrezzi del lavoro tradizionale dei cavatori e degli scalpellini che coltivarono le cave di granito di Montorfano e di marmo di Candoglia. La sezione pietra è costituita da materiali donati dalle famiglie di Mergozzo al Gruppo Archeologico in occasione di una mostra temporanea organizzata nel 1979, divenuta poi sezione permanente del museo.

Accanto agli attrezzi tradizionali sono esposti alcuni manufatti in pietra da contesti archeologici: tra essi spiccano per interesse le epigrafi funerarie preromane e romane provenienti da Brisino (Stresa), che mostrano l'evoluzione della scrittura con il passaggio dall'alfabeto preromano, detto "leponzio" a quello romano. Notevole è anche l'altare con dedica a Giove rinvenuto nel contesto archeologico dell'area sacra di Candoglia.

Al secondo piano il percorso si articola in due sale, proponendo reperti archeologici dal territorio del VCO ordinati secondo criteri cronologici.

I reperti più antichi risalgono alla fine dell’età della pietra (Neolitico), all'età del Rame e all’età del Bronzo: si tratta per lo più di industria litica proveniente da Mergozzo, accanto ad alcuni straordinari reperti provenienti da altri contesti ossolani, quali l'ascia da combattimento di Baceno o il famoso pugnale in bronzo dell’Arbola. Sono presenti inoltre materiali ceramici da contesti abitativi dell'età del Bronzo di Omegna (Cireggio) ed altre località cusiane. La tarda età del Ferro è invece rappresentata dai corredi della necropoli di Carcegna (I secolo a.C.) e da una spada celtica con fodero da Mozzio di Crodo.

La seconda sala illustra l’età romana, attraverso i materiali dai numerosi scavi effettuati a Mergozzo, che consentono di cogliere sia i costumi funerari (necropoli di Praviaccio e della Cappella) che alcuni aspetti della vita quotidiana e delle tecniche produttive antiche (fornace per laterizi d’età romana di Rubianco). Chiudono il percorso i reperti delle tombe tardo antiche (IV-V secolo d.C.) di Carcegna e quelli alto-medievali del sito paleocristiano di San Giovanni in Montorfano, aprendo uno sguardo sulla fine del mondo antico e la Cristianizzazione del territorio.

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Mergozzo (VB)

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Ultima modifica il Martedì, 22 Ottobre 2013 13:35

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MUSEO DEL PAESAGGIO

vasellame bronzeoIl nucleo più importante della Sezione Archeologica è costituito dai corredi tombali provenienti dalle note necropoli di San Bernardo e in Persona di Ornavasso, scavate dal 1890 al 1892 dallo storico ed archeologo ossolano Enrico Bianchetti. Gli oltre 1500 pezzi conservati al Museo offrono uno spaccato dell’evoluzione di una piccola comunità di Leponti, già influenzata dall’elemento celtico e progressivamente introdotta nel mondo romano. Dal sito più antico, San Bernardo, i corredi funerari mostrano particolare ricchezza, con armi, gioielli in argento, utensili e monete oltre ad oggetti di lusso di provenienza mediterranea, documentanti l’esistenza di una classe elevata che intratteneva rapporti privilegiati con Etruschi e Romani. Le iscrizioni in alfabeto leponzio su numerosi vasi dimostrano l’uso diffuso della scrittura in lingua celtica e tramandano i nomi dei defunti. La raccolta, nota a livello internazionale dalla fine dell’Ottocento, è stata riaperta al pubblico nel settembre 2000 con un nuovo allestimento. Trovano spazio nell’esposizione anche la collezione di reperti  magno greci di  don Secondo Falciola di Miazzina, costituita da un nucleo omogeneo di oggetti, databili tra l’VIII e il IV secolo a. C., riconducibili alla necropoli daunia di Ascoli Satriano (Foggia) e la collezione depositata dal C.A.I. di Intra  nella quale sono confluiti un nucleo di oggetti di età romana di provenienza locale e una raccolta di vasellame proveniente dall’Italia centrale.

 

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Ultima modifica il Martedì, 22 Ottobre 2013 13:36

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MUSEO ARCHEOLOGICO DELLA PIETRA OLLARE

Necropoli di Craveggia (VB) - Corredo della tomba 2

Ospitato nel Palazzo Pretorio di Malesco, il Museo Archeologico della pietra ollare del Parco Nazionale della Val Grande traccia la più antica storia dello sfruttamento di questo minerale nel territorio dell’Ecomuseo ed leuzerie e di scherpelit (Ecomuseo della pietra ollare e degli scalpellini). Il percorso coniuga archeologia, con l’esposizione in particolare dei corredi della necropoli di Craveggia, ed etnografia attraverso una particolare lettura dei rinvenimenti archeologici che evidenzia gli strumenti del lavoro quotidiano e i prodotti dell’abilità degli antichi scalpellini locali. 

 

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  Malesco (VB)

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Ultima modifica il Martedì, 22 Ottobre 2013 13:35

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