Soprintendenza per i Beni Archeologici

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Archivi

Depositi

Immagine depositiI depositi ipogei si estendono sotto i “Giardini bassi” di Palazzo Reale in connessione con il Museo di Antichità di Torino e il Laboratorio di Restauro. Costituiti da ampi locali per la sistemazione del lapidario e per i reperti di grande formato e da lunghi corridoi per lo stoccaggio dei materiali provenienti dagli scavi condotti in Piemonte, ospitano diverse decine di migliaia di reperti. Alcuni di essi afferiscono alle Collezioni storiche del Museo, acquisite dalla casa reale fin dal XVI secolo, mentre la maggior parte consistono in frammenti ceramici o di altri materiali di interesse archeologico e sono il risultato dei numerosi interventi di scavo che si svolgono nella nostra regione. In ambienti separati, infine, si trovano i resti organici. 

Immagine AulaLa prima accoglienza e stoccaggio dei reperti da scavo avviene in un settore. Fanno parte dei Depositi la Sala di studio, riservata agli utenti esterni per lo studio e la documentazione dei reperti, e il Gabinetto Fotografico, attrezzato e concesso in uso anche a professionisti esterni per le riprese fotografiche dei reperti in esposizione o nei Depositi. coperto antistante i depositi veri e propri, nei quali vengono sistemati solo dopo essere stati lavati e siglati nella Sala lavaggio e asciugatura. I reperti che necessitano di interventi di restauro vengono invece trasferiti al Laboratorio di restauro.

Ultima modifica il Martedì, 14 Marzo 2017 11:43

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Numismatica

moneta di ATENE-tetradrammaL'Ufficio Numismatica della Soprintendenza cura la tutela e la valorizzazione di competenza sul patrimonio numismatico, ovvero su monete e oggetti monetali antichi (medaglie, gettoni, pesi monetali), occupandosi, in particolare, di:

    - tutela delle collezioni statali (Medagliere del Museo di Antichità di Torino) e pubbliche;
    - tutela e valorizzazione delle monete da rinvenimento archeologico (esemplari isolati e ripostigli), appartenenti allo Stato ex art. 91 del Codice dei Beni Culturali;
    - controllo sul commercio numismatico e verifica dei beni in uscita dal paese attraverso l'Ufficio Esportazione di Oggetti Antichità e Arte (presso la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed  Etnoantropolgici del Piemonte).
Per quanto riguarda i beni numismatici in proprietà privata, l'attuale quadro di riferimento sulla valutazione dell'interesse numismatico ai sensi della normativa di tutela (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, D. Lgs. 42/2004) è stato recentemente riformato (D. Lgs. 156/2006, art. 10, c. 3), con una modifica dell'art. 10, c. 4, lettera h), il quale prevede che siano oggetto di tutela i "beni di interesse numismatico che, in rapporto all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonché al contesto di rinvenimento, abbiano carattere di rarità o di pregio, anche storico".
Al di là di questa casistica, esiste un florido commercio irregolare di monete antiche provenienti da ricerche non autorizzate: tale il materiale va comunque considerato di interesse archeologico ai sensi del medesimo Codice, spesso non provenendo da canali commerciali che rispondano ai requisiti di legge (Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza, R.D. 773/1931, artt. 126-128, e relativo Regolamento, R.D. 635/1940, artt. 242-247).
Il rinvenimento di monete dal sottosuolo deve essere segnalato alle autorità, come previsto sin dal 1909 (oggi art. 90 del Codice), e in ogni caso il loro recupero, occasionale o determinato da ricerche mirate, deve sfociare nella consegna di tali monete allo Stato, legittimo proprietario dei beni secondo la medesima normativa: per questo è previsto un premio di rinvenimento (art. 92).
L'interesse archeologico di tali monete non sta nella loro rarità, bellezza e, di conseguenza, valore commerciale, ma nella loro importanza per la ricostruzione della circolazione monetale in una determinata area ed in un determinato sito, al quale vengono strappate senza che sia più possibile determinarne ciò che in ambito scientifico e normativo viene definito il "contesto" di appartenenza, significativo sia per quanto riguarda l'antichità, ma anche per epoche più vicine a noi. Tale cancellazione di dati scientifici determina un danno alla nostra conoscenza, un'aggravante del danno patrimoniale causato dalla sottrazione di un bene pubblico.


LINK UTILI

PORTALE NUMISMATICO DELLO STATO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
http://www.numismaticadellostato.it/                        http://www.carabinieri.it

Ultima modifica il Martedì, 14 Marzo 2017 11:44

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Laboratorio di restauro

immagine veduta ingresso laboratorio di restauroIl Laboratorio di Restauro della Soprintendenza è situato all'interno del Museo di Antichità di Torino, in corso Regina Margherita 105.

Attivo dagli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso; dispone di due ambienti per le lavorazioni comuni, più postazioni separate dotate di cappe aspiranti per polveri e solventi, microsabbiatrice, un piccolo deposito per i materiali in corso di restauro (anche “umidi”), un magazzino per i solventi e le sostanze infiammabili e di stoccaggio per lo smaltimento periodico dei “rifiuti di laboratorio”. E’ dotato di impianti per la demineralizzazione dell'acqua e la depurazione dell'aria.
Uno dei locali è messo a disposizione dei professionisti esterni per gli interventi delicati o complessi da eseguire in loco, sotto la guida costante dei restauratori e degli archeologi della Soprintendenza.
Un archivio interno raccoglie le schede di restauro e tutta la documentazione fotografica e di analisi degli interventi effettuati.
 

Attività

Al Laboratorio fanno capo tutte le attività di restauro e manutenzione dei reperti archeologici provenienti dagli scavi piemontesi e delle collezioni del Museo di Antichità di Torino: grazie alle specifiche specializzazioni del personale interno si trattano materiali lapidei, mosaici, intonaci, ceramica, vetro, metalli, osso, avorio, ambra, cuoio.

In territorio regionale vengono inoltre effettuati:

•  interventi sullo scavo per il recupero di reperti delicati o di complesse modalità di prelievo 

•  interventi di consolidamento e restauro di strutture murarie, pavimentazioni, intonaci e mosaici
•  movimentazione di materiali destinati ad analisi, mostre o allestimenti
•  indirizzo metodologico e verifica in corso d'opera sui restauri archeologici effettuati da ditte esterne, laboratori didattici e stagisti
•  monitoraggio sullo stato di conservazione dei reperti di collezioni di proprietà non statale.
        

SEQUENZA FOTOGRAFICA DI UN RESTAURO

 

Da circa quattro anni il laboratorio si occupa anche della movimentazione dei materiali delicati, lo spolvero e il pronto intervento sui materiali dei depositi del Museo di Antichità Egizie durante la fase transitoria di preparazione al conferimento alla Fondazione MAE.

Ultima modifica il Martedì, 14 Marzo 2017 11:45

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Servizio Tutela Museo delle Antichità Egizie

Il 6 ottobre 2004, nell’ambito delle riforme del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che prevedono strumenti di gestione museale a partecipazione privata, nasce la “Fondazione Museo delle Antichità Egizie”, di cui fanno parte il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, il Comune di Torino e due fondazioni bancarie (la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT), che si propone di operare nei confronti del Museo secondo gli standard internazionali dell’ICOM.  Il “Contratto di Servizio” tra il MiBAC e la Fondazione dispone i rispettivi compiti:  lo Stato, cui resta la proprietà dei beni, esercita sugli stessi, attraverso la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie, i compiti di tutela e vigila affinché i regolamenti e le norme di legge siano rispettate. La Fondazione si assume il compito della conservazione dei reperti della collezione del Museo Egizio secondo i parametri e con i criteri fissati dai competenti organi del Ministero e dall’Atto di indirizzo di cui al decreto ministeriale 10 maggio 2001. Il patrimonio complessivo dei beni consegnati dal 2004 ad oggi alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie, in parte esposti (circa 1/5) e per il restante conservati nei depositi, ammonta ad oltre 35.000 reperti.

Le attività del Servizio Tutela Museo delle Antichità Egizie sono attuate in particolare con le seguenti azioni :
Pareri di competenza relativi a interventi di manutenzione, di restauro e analisi chimiche. Il responsabile del settore Tutela Museo Antichità Egizie esamina, eventualmente con la collaborazione dei  tecnici restauratori della SBAP MAE, ogni progetto di manutenzione, restauro e/o analisi chimiche relativo ai beni egizi già conferiti e ne segue le fasi in merito alla tipologia di intervento proposta, anche con eventuali sopralluoghi in corso d’opera.
Pareri competenza per mostre. Tutte le richieste di prestito dei reperti già conferiti alla Fondazione MAE sono esaminate dal responsabile dell’Ufficio Mostre congiuntamente con il responsabile del settore Tutela Museo Antichità Egizie previa trasmissione del parere di competenza agli uffici del Superiore Ministero, proponendo laddove necessario ai fini della tutela, sostituzioni e interventi di restauro.
Vigilanza alla movimentazione. Le movimentazioni straordinarie di reperti archeologici nelle sale o nei depositi sono sottoposte a vigilanza di un funzionario della SBAP MAE. Tale attività prevede anche la vigilanza delle fasi di movimentazione dei reperti durante i lavori del nuovo Museo Egizio.
Attività di catalogazione e interventi di conservazione. Il conferimento alla Fondazione MAE dei reperti egizi conservati nei depositi è stato attuato a seguito di una campagna di schedatura inventariale di ogni singolo reperto, secondo i parametri dell’ICCD. Parallelamente, i restauratori della SBAP MAE hanno effettuato interventi conservativi urgenti (pulitura, consolidamento, imballaggio). L’esito è costituito da una banca dati-immagini finalizzata all’individuazione dell’oggetto nel suo complesso, ai fini della sua corretta lettura e tutela. Dal gennaio 2009 al febbraio 2013 sono state elaborate oltre 24.000 schede RA Inv. corredate da 30.000 immagini digitali. Vista la rilevanza internazionale del fondo papiraceo del Museo Egizio, oltre 1500 vetri e innumerevoli frammenti che compongono la collezione sono stati temporaneamente trasferiti presso l’Archivio di Stato di Torino, dotato delle tecnologie all’avanguardia per l’attuazione del progetto di digitalizzazione dell’intero fondo allo scopo di documentare lo stato di fatto dei reperti, le loro condizioni di conservazione, e di facilitarne le operazioni di schedatura inventariale e gli eventuali restauri e integrazioni. Per il fondo egizio dell’archivio fotografico (lastre in vetro) è attualmente in corso un progetto di digitalizzazione a cura dell’ACME (Associazione Amici e Collaboratori del Museo Egizio).
Formazione. Grazie alle convenzioni stipulate dalla Direzione Regionale con diversi Enti e Istituti sono state effettuate attività di formazione che hanno interessato due ambiti: le competenze tecnico scientifiche e operative della catalogazione; la conservazione, con interventi di pulitura, consolidamento e imballaggio di alcune classi di reperti archeologici (ceramica e terrecotte, intonaci e lapidei, tessili). Gli studenti che hanno partecipato, a diverso titolo, a questo percorso di formazione hanno concretamente appreso le differenti tappe del complesso “viaggio” dei manufatti archeologici nel loro percorso dallo scavo al Museo: identificazione, pulitura, riscontro inventariale, verifica dello stato di conservazione, schedatura secondo gli standard dell’ICCD, collazione dei frammenti, consolidamento e imballaggio.

 


Immagine collegamento pdf comferimento
A seguito della firma, 
in data 28/02/2013, del rinnovato “Contratto di Servizio” tra il MiBAC, rappresentato dal Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, dott. Mario Turetta e la Fondazione Museo delle Antichità Egizie, nella persona del Presidente Evelina Christillin, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie conferisce alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie un lotto di 12.600 reperti, prevalentemente inediti..............Leggi tutto

Ultima modifica il Giovedì, 26 Settembre 2013 12:45

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Laboratorio di documentazione grafica

SEQUENZA FOTOGRAFICA DI UN RILIEVO CON IL PROFILOGRAFO

 Attività

a) Esecuzione dei rilievi di scavi archeologici, effettuati dalla Soprintendenza nel territorio piemontese, e restituzione grafica degli stessi su idonei supporti cartacei;

b)
Rielaborazione dei rilievi di scavo, tramite l’uso di programmi informatici di disegno e ritocco fotografico;


c) Rilievo e restituzione grafica di reperti archeologici provenienti dagli scavi o appartenenti alle collezioni di musei;

d) Ricostruzioni grafiche di oggetti e apparati decorativi, anche con l’ausilio di programmi informatici di disegno e ritocco fotografico;

e) Ideazione e realizzazione grafica di pannelli, brochure informative, e materiale promozionale per l’allestimento di mostre temporanee e di esposizioni permanenti presso musei ed istituzioni;

f) Esecuzione di elaborazioni grafiche  per lo sviluppo di progetti didattici;

g) Formazione di stagisti e laureandi sull’attività di rilievo archeologico di scavo e dei materiali;

h) Realizzazione di elaborati grafici e cura redazionale della grafica delle pubblicazioni d’istituto;

i) Ricerca di documentazione iconografica per pubblicazioni.

Ultima modifica il Martedì, 14 Marzo 2017 11:44

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